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GRAND TOUR. PARTECIPARE È UN'ARTE ABBONATI ORA

IL PROGETTO

goethe

Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, Goethe alla finestra
della sua casa romana, Francoforte, Goethe Museum

Anima di Grand Tour è un gruppo di storici dell'arte che collaborano a vario titolo con le maggiori Università italiane (in qualità di ricercatori, dottori di ricerca, docenti) e che condividono da anni, con centinaia di persone, le chiavi indispensabili per leggere e comprendere le opere d'arte. La storia, gli stili, le tecniche, le idee, l'iconografia sono gli ingredienti di un racconto appassionato, che si svolge in tutta Italia. Grand Tour nasce da questo percorso, e intende promuovere la conoscenza del nostro patrimonio artistico attraverso eventi che prevedono un incontro vivo con le opere d'arte, le loro atmosfere, i loro luoghi.

COSA SONO GLI INCONTRI CON L'ARTE

Quante ore sciupiamo davanti a un film di scarsa qualità? E quanto tempo impieghiamo per guardare un dipinto? Pochissimi minuti. A volte pochi secondi. Dimentichiamo che per realizzare quell'opera sono occorsi, spesso, anni interi: dopo la commissione l'idea, poi il disegno, la stesura, i ripensamenti, la fatica fisica. Questo processo creativo racconta una storia che ci appartiene: un dipinto, una scultura, o più in generale un manufatto artistico, meritano e chiedono attenzione, perché in quelle forme la nostra identità collettiva si conserva e si tramanda. In questo senso, Grand Tour intende offrire qualcosa di diverso dalle tradizionali "visite guidate", in cui si passano in rassegna opere su opere e si finisce per dire tutto su niente. Gli Incontri con l'arte sono approfondimenti monografici di singoli capolavori o gruppi di opere accomunate da affinità tematiche. Scorgere il cielo in una goccia d'acqua: scoprire nella parte il tutto significa per Grand Tour appropriarsi di radici, motivi e complessità indispensabili a tracciare, per il nostro Paese, un futuro in armonia con il suo passato.

L'ITALIA E LA SUA IDEA: IL GRAND TOUR

All'inizio, pare, fu Richard Lassels – un sacerdote che si prestava a fare da cicerone ai giovani viaggiatori inglesi – a teorizzare la necessità assoluta di un viaggio di formazione in Italia per ogni cultore della bellezza e dell'idea di antico. Si era, allora, in pieno Seicento, e l'Europa divorata dalle guerre non rendeva la vita facile a chi desiderasse scendere dal Nord alle soglie della Penisola. Il secolo successivo, pacificati gli stati centrali del continente, vide il trionfo dell'idea di Lassels e dell'espressione che la condensava: Grand Tour. Il viaggio per eccellenza, compiuto a vent'anni, era quello che faceva assaporare l'Italia, le sue bellezze e le sue memorie, con un itinerario dalle tappe variabili, ma che per molto tempo ebbe come fuochi le città di Firenze, Napoli e Roma. Le caricature del tempo mettevano in scena i giovani milordi britannici portati a spasso tra le rovine del Foro dalle loro guide e i piccoli imbrogli dei venditori di antichità, mentre i celebri ritrattisti come Pompeo Batoni effigiavano i grand touristsdavanti ai profili degli archi monumentali. Il viaggio in Italia, che poteva durare dai tre ai sette anni, era l'ultimo momento di una gioventù che trascolorava nell'età matura. Il primo battito di quell'epoca nuova era stato riscaldato e ispirato dal sole e dai luoghi d'Italia, capaci di toccare e trasformare come nient'altro – per la loro carica di evocazione storica – il cuore e l'anima dell'uomo.